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Acerbo (Rifondazione): “I Senatori di Mdp votino No alla manovra e non escano dall’aula”

Voucher, alla Camera passa «il furto di democrazia»
 
Passa la manovra con 218 sì, 127 no e 5 astensioni. Ora il testo al Senato. La protesta di Sinistra Italiana, Possibile e Mdp-Articolo 1 contro il nuovo “contratto di prestazione occasionale” che sostituirà il voucher nelle micro-imprese: “Cambia il nome, la sostanza è la stessa”. Fratoianni (SI): “Cancellato il referendum abrogativo della Cgil e il diritto al voto degli italiani”. Scotto (Mdp): Scotto (Mdp): «È passato uno sfregio istituzionale». Acerbo (Rifondazione): “I Senatori di Mdp votino No alla manovra e non escano dall’aula”. Il 17 giugno la manifestazione della Cgil a Roma

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Hanno fatto un deserto e lo hanno chiamato festa

Un grande festoso corteo, nel quale si mescolavano i movimenti sociali- che si sono battuti contro il MUOS, contro la “Buona Scuola”, contro la deforma autoritaria della Costituzione- con i comitati di lotta che combattono e denunciano il degrado della città e l’arroganza di Bianco, si è infranto contro la militarizzazione di Catania e la stupidità di uno sparuto anonimo gruppo che si è impossessato, contro la volontà degli organizzatori, alla fine della testa del corteo. Continua la lettura di Hanno fatto un deserto e lo hanno chiamato festa

Ninni Terminelli, ex segretario del PD e dei DS a Palermo, abbandona il Partito

Ninni Terminelli, ex segretario del PD e dei DS a Palermo, abbandona il partito con una lettera aperta al segretario nazionale Pierluigi Bersani: “Lascio un PD che è diventato una nuova DC. Questo Partito ha tradito la nostra storia e abbandona al proprio destino i suoi dirigenti nei territori. Alle regionali incredibile un’alleanza con UDC e nuovi poli senza la sinistra e il centrosinistra”.

Seguono Terminelli nella scelta iscritti, elettori e simpatizzanti del partito. Nei prossimi giorni il movimento “Prospettiva Politica” ufficializzerà la linea politica per le elezioni regionali.
Ninni Terminelli (ex-segretario del PD ed ex-segretario e capogruppo dei DS in Consiglio Comunale, a Palermo) lascia il PD con una lettera aperta, inviata al Segretario Nazionale, Pierluigi Bersani, alla vigilia della direzione regionale del partito.
Terminelli annuncia che si impegnera’ per la crescita del Movimento Prospettiva Politica, fondato lo scorso giugno a Palermo per unire la sinistra e che si colloca nell’area politica di una nuova sinistra auspicata in Sicilia e in Italia. “Lascio un PD – dichiara Terminelli – che e’ diventato una nuova DC, vale a dire un partito ancorato a valori centristi di quella tradizione. Ho rispetto per quella grande storia, ma non e’ la mia. Questo partito che sempre piu’ abbandona i suoi dirigenti nei territori, ha tradito la nostra storia, schiacciata da un’egemonia culturale moderata che lo porta oggi ad investire su alleanze numeriche con Udc e nuovi poli, a cui non mi sento di assistere un minuto di più.
Rivolgo un saluto e un ringraziamento a tutti quei compagni con cui in questi anni ho condiviso battaglie comuni, a cominciare dall’indimenticabile segretario, Piero Fassino.
Io continuero’ a cercare una sinistra che oggi non esiste piu’nel PD e che costituisce la ragione, dagli anni ’90 del mio impegno in politica.
Il mio impegno politico va avanti verso nuove sfide con coerenza. Non faccio alcun cambio di casacca, ma mi dedicherò con umiltà e determinazione a rendere Prospettiva Politica, uno spazio aperto e di aggregazione per i tanti delusi che oggi vivono con
disincanto e distacco la politica e che si sentono orfani di luoghi di discussione a cui prendere parte”.

Segue il testo della lettera inviata al Segretario Nazionale, Pierluigi Bersani.

Caro Segretario,

Il PD è stato la più grande delusione della storia del mio impegno politico. Scrivo questa lettera per comunicare le dimissioni da qualsiasi carica ricoperta nel partito e la mia
decisione di lasciare il PD.
Il PD aveva il progetto di unire differenti culture politiche per costruire non un nuovo partito, ma un partito nuovo. Il risultato è che oggi non esistono piu’ i partiti che diedero vita al PD e non esiste il PD.
Il partito, e la Sicilia ne è un emblema drammatico, ha assunto la forma di una SPA. Una brutta e vecchia organizzazione di stampo feudale, ridotta a Palermo ad un coordinamento di comitati elettorali che non a caso hanno portato il PD ad un penoso e
irrilevante 7 per cento contro il 23 per cento delle ultime europee e il 17 per cento delle ultime provinciali, quando ancora mi trovavo alla guida del partito palermitano.
Tutto questo avviene spesso nei territori nel silenzio di un partito nazionale, impegnato a governare un’innegabile complessità” , ma che sempre di più ha abbandonato i territori, a irrisolte beghe e divisioni che spesso logorano giorno per giorno i dirigenti, sottoponendoli in disprezzo a qualsiasi regola politica e di partito e a volte perfino statutaria, ad un processo di lenta e graduale delegittimazione per arrivare alla loro
fisiologica rinuncia, sotto i colpi di un correntismo da prima repubblica e da vecchia e brutta DC.
A Palermo, dove non si riesce più ad organizzare per veti incrociati nemmeno una Festa Democratica, lo scorso maggio si è consumato uno scempio politico ed elettorale che ha sterminato un’intera classe dirigente locale, a cui non è seguito a distanza di mesi alcun intervento del gruppo dirigente nazionale, se non per tutelare i segretari in carica che hanno portato il partito al minimo storico, al di sotto delle percentuali che raggiungevano i Ds e la Margherita.
A tutto questo si aggiunge una nuova vigilia elettorale in Sicilia con un partito sganciato dalla sinistra, dal centrosinistra e dalla realtà della società siciliana e ad alleanze con UDC e nuovi poli che sconvolgono elettori già disorientati e stanchi.
In queste condizioni è impossibile andare avanti! E a questo punto non intendo più’ dare il mio impegno e il mio tempo ad un partito diventato cosi’ sordo e lontano da tanti dirigenti che con dedizione e passione hanno dato i migliori anni della loro vita al partito.
Questa opinione cresce nei territori e attraversa tanti iscritti che si sentono delusi e traditi. Sottovalutare questo fenomeno dilagante è un errore grave e una colpa storica.
Io dico basta e mi fermo qui affidando alle forme del movimentismo la prosecuzione del mio impegno politico.

Cordialmente

29-08-2012

Ninni Terminelli

Lombardo, indisturbato, prosegue nelle nomine, Marotta (Prc): "Operazione di potere insopportabile. Mancata sfiducia ha ridato fiato al governatore"

“Raffaele Lombardo ha ancora una volta superato il colmo continuando indisturbato nell’inaccettabile occupazione sistematica dei posti chiave della macchina regionale, con ulteriori nomine di uomini vicini all’MPA, tutto senza che si registri alcuna opposizione visibile e credibile all’Ars”.
Lo dice Antonio Marotta, segretario regionale di Rifondazione Comunista. “Un’operazione di potere insopportabile, che anticipa la norma, ormai svuotata – aggiunge – del blocca-incarichi in votazione alla Regione, e le stesse dimissioni del Presidente, e che svela la vera natura post-democristiana di questo governo. In nessuna moderna democrazia un presidente così ampiamente delegittimato dai siciliani e per di più dimissionario può operare in questo modo. Gravissima diviene in questo contesto la decisione presa dal PD all’Ars di non calendarizzare la mozione di sfiducia a Lombardo, mossa che ha ridato fiato e vitalità ad un ormai di fatto decaduto Governatore”.

Lombardo, indisturbato, prosegue nelle nomine, Marotta (Prc): "Operazione di potere insopportabile. Mancata sfiducia ha ridato fiato al governatore"

“Raffaele Lombardo ha ancora una volta superato il colmo continuando indisturbato nell’inaccettabile occupazione sistematica dei posti chiave della macchina regionale, con ulteriori nomine di uomini vicini all’MPA, tutto senza che si registri alcuna opposizione visibile e credibile all’Ars”.
Lo dice Antonio Marotta, segretario regionale di Rifondazione Comunista. “Un’operazione di potere insopportabile, che anticipa la norma, ormai svuotata – aggiunge – del blocca-incarichi in votazione alla Regione, e le stesse dimissioni del Presidente, e che svela la vera natura post-democristiana di questo governo. In nessuna moderna democrazia un presidente così ampiamente delegittimato dai siciliani e per di più dimissionario può operare in questo modo. Gravissima diviene in questo contesto la decisione presa dal PD all’Ars di non calendarizzare la mozione di sfiducia a Lombardo, mossa che ha ridato fiato e vitalità ad un ormai di fatto decaduto Governatore”.