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Pensioni, Ferrero: presentato oggi referendum per cancellare la sciagurata riforma Fornero (con video)

Questa mattina abbiamo presentato in Cassazione i referendum contro la riforma Fornero sulle pensioni. Una riforma di una gravità assoluta che colpisce le lavoratrici e i lavoratori, ha prodotto il dramma degli “esodati”, aumenterà la disoccupazione giovanile e si accanisce contro le donne. Una riforma senza nessuna giustificazione economica poiché il nostro sistema previdenziale era in assoluto equilibrio, come ebbe a dire persino Monti nel proprio discorso di insediamento e la cui sola logica è quella di usare i contributi per le pensioni come un bancomat.

Fanno parte del comitato promotore del referendum sulle pensioni lavoratori e lavoratrici esodati, precari/e, esponenti di movimenti e partiti, tra i quali Rifondazione comunista. La raccolta delle firme partirà nelle prossime settimane, dopo la pubblicazione del testo sulla Gazzetta ufficiale.

Paolo Ferrero, Segretario nazionale Prc-FdS

Pensioni, Rossi (FdS): più tardi e più poveri d’Europa, c’è la conferma

Dichiarazione di Massimo Rossi, Portavoce nazionale della Federazione della Sinistra

Sulle pensioni, l’Unione Europea è meno ipocrita del governo italiano e della maggioranza che lo sostiene. Dopo tante bugie sul fatto che gli italiani andavano in pensione troppo presto, mentre la media era in linea con quella europea, e che il sistema costava troppo, mentre l’Inps era abbondantemente in attivo, adesso con il Libro bianco della Commissione Europea c’è la conferma che già nel 2020, a causa della riforma Monti-Fornero, l’età di pensionamento in Italia sarà la più elevata tra i 27 paesi europei. Ma l’Europa non si accontenta di un governo che ha fatto i compiti per casa con più solerzia, e più iniquità, degli altri e raccomanda anche il concorso delle pensioni integrative private come integrazione del reddito degli anziani, visto che le pensioni, in rapporto alla retribuzione finale, si ridurranno in 40 anni del 15% dell’importo. E così si scopre palesemente il vero obiettivo della riforma Monti-Fornero: non mettere a posto conti che già funzionavano, ma fare l’ennesimo regalo a banche e assicurazioni.

Le dichiarazioni del "Dottor Sottile"

di Sante Moretti su Liberazione del 5/01/2011

Giuliano Amato è presidente del Comitato per il 150° dell’Unità d’Italia e titolare di numerose collaborazioni.
Il 22 dicembre si è confessato sul Corriere della Sera. Rispondendo a un giornalista ha affermato che «la protesta giovanile (la legge Gelmini sarebbe un pretesto) è contro le generazioni che hanno mangiato il loro futuro». I vecchi, secondo Amato, sarebbero responsabili dell’alto debito pubblico, di aver difeso l’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, di essersi garantiti la pensione.
Dato che il debito di ogni italiano è di circa 30mila euro, il nostro propone di abbatterlo di un terzo facendo pagare 30mila euro in due anni al 30% degli italiani, ma non dice quali né con quali modalità: è fumo con la manovella.
Quello che sconcerta è che persone come il Dottor Sottile giurino di non sapere che l’importo medio delle cosiddette “pensioni garantite” è di 1.000 euro al mese; certo, ci sono anche le pensioni d’oro a cui credo lui non abbia rinunciato; che i lavoratori hanno versato per ogni giorno di lavoro una quota di salario all’Inps per pagarsi la pensione; che il fondo dei lavoratori dipendenti è in attivo da anni (come il bilancio dell’Inps), quello dei precari è in attivo di 8 miliardi ogni anno e sempre di 8 miliardi è attivo quello delle prestazioni temporanee: Tutti questi avanzi vengono confiscati dal ministero del Tesoro.
Questi vecchi “voraci” sono quelli che in questi anni hanno tirato la carretta, hanno pagato le tasse, hanno creato ricchezza e tanta, sprecata dai Governi, rapinata dalle banche e dalle imprese. Sono quelli che con la lotta hanno conquistato diritti, redditi, prestazioni sociali per l’intera società.
Ma a questi fustigatori degli anziani non sfiora il dubbio che il debito pubblico sia stato causato dall’evasione fiscale, dalla speculazione del capitale finanziario che gode di un regime fiscale privilegiato, dalle imprese che ricevono i più svariati incentivi e fanno man bassa della cassa integrazione, dalle spese militari, dai compensi milionari ai manager e consulenti privati e pubblici?
Sull’”egoismo degli anziani” purtroppo si cimentano economisti e politici di destra e del Pd e lo stesso D’Alema.
Sono ormai due anni che il ministro del Lavoro invita gli anziani a preoccuparsi dei figli e nipoti. Figli e nipoti che vanno responsabilizzati in quanto devono imparare a proteggersi dalla vecchiaia, dalle malattie, dalla disoccupazione attraverso le assicurazioni dato che lo Stato sociale deve aprirsi al mercato e diventare un’opportunità per i privati.
A questi signori vogliamo segnalare che i gretti, egoisti e voraci anziani si vedranno, nel 2011, aumentare la pensione in base all’aumento del costo della vita certificato dall’Inps dell’1,4%. In soldoni significa che l’assegno mensile minimo passa da euro 460,97 a euro 467,43, che l’assegno sociale aumenterà di 5,77 euro al mese e che una pensione di 1.000 euro al mese aumenterà di 14 euro lordi. La verità è che le pensioni si stanno impoverendo ed un aumento crescente di anziani è sempre più povero.
Questo tentativo di mettere i figli contro i padri, chi ha un lavoro stabile contro chi lo ha precario, gli italiani contro gli immigrati incrina la coesione sociale, l’unità dei lavoratori, assolve il sistema economico e la gestione politica dello Stato.
Gli epiteti “egoisti, parassiti, voraci” rivolti agli anziani sono un’infamia!
Quello che sconcerta è il silenzio dei sindacati dei pensionati che, anche se hanno rinunciato a chiedere l’aumento delle pensioni, dovrebbero almeno esprimere indignazione per come certi personaggi offendono la dignità di uomini e donne che tanto hanno dato e tanto continuano a dare alla società.