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"Perché al ballottaggio a Roma annullerò la scheda elettorale". Intervento di Domenico Moro

Al ballottaggio annullare la scheda. Purtroppo per motivi personali non ho potuto partecipare all’ultimo comitato politico della federazione romana del Prc. Ma se ci fossi stato avrei espresso voto favorevole all’Odg approvato a stragrande maggioranza dai compagni romani, che dà indicazione di annullare la scheda. Condivido totalmente l’Odg, in particolare le motivazioni della decisione.
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"Elezioni comunali e necessità di chiarezza. Proposte per un'analisi del voto". Intervento di Fabio Nobile e Domenico Moro

I. Con i risultati dei primi turni elettorali delle amministrative è possibile individuare alcuni elementi che ci restituiscano il quadro della situazione politica italiana. In primo luogo si consolida l’astensionismo come segno di distacco di larghi strati popolari dal sistema politico. Circa il 40% di potenziali elettori tende a non partecipare evidenziando la completa sfiducia nel sistema politico dominante: il Movimento cinque stelle non risulta un freno a tale tendenza, se non in maniera limitata.

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Considerazioni sparse a margine del ballottaggio (e guardando al futuro)

tratto dal sito di Fabio Alberti

Ambizione

Stefano Fassina, durante la campagna elettorale, ha detto spesso che noi ci presentavamo ambiziosamente per governare Roma, e non per appoggiare qualcuno che la governasse. Lo abbiamo ripetuto tutti durante il breve periodo di campagna elettorale che ci è stato concesso dall’esclusione e successiva riammissione della lista.

 

Non lo dicevamo per brama di potere, se così fosse la scorciatoia degli apparentamenti, che garantirebbero un posto al sole a molti nostri candidati, dovrebbe essere la strada maestra. Né lo dicevamo per tattica comunicativa, ma per amore della nostra città.

 

Lo dicevamo per la profonda convinzione che solo con una giunta che pratichi, con una netta discontinuità dalle passate esperienze della destra e del centrosinistra, politiche di sinistra (cioè imperniate sulla lotta alla disuguaglianza) sarebbe stato possibile far uscire dall’esclusione sociale i ceti popolari e Roma dal declino.

Siamo ancora convinti di questo assunto, che è stato alla base della nostra presentazione autonoma da ogni altra formazione politica? Questo è il punto: quella ambizione l’abbiamo ancora?
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Il 20 marzo a Roma per l'acqua pubblica

Sono donne e uomini appartenenti a comitati territoriali e associazioni, forze culturali e religiose, sindacali e politiche, che hanno contrastato i processi di privatizzazione della gestione dell’acqua portati avanti in questi anni dalle politiche governative e in tutti i territori.

Hanno raccolto più di 400.000 firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare per la tutela, il governo e la gestione pubblica dell’acqua. Mentre quel testo giace nei cassetti delle commissioni parlamentari, il Governo ha impresso un’ulteriore pesante accelerazione, approvando, nonostante l’indignazione generale, provvedimenti che consegnano il servizio idrico ai privati e alle multinazionali.
E’ per questo che il 20 marzo oltre 100 realtà organizzate e migliaia di cittadine e cittadini lanceranno da Roma con una manifestazione nazionale il percorso che li porterà a raccogliere le firme necessarie per realizzare il Referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua.
E’ urgente intervenire subito. Le privatizzazioni in corso, infatti, hanno portato ad un aumento delle tariffe del 61,4% tra il 1997 e il 2006, a fronte di un’inflazione cumulata che nello stesso periodo è cresciuta di poco più di un terzo (25%). Ma è tra il 2002 e il 2008 che hanno subito il balzo più forte: +30,5% a fronte di un’inflazione cumulata nello stesso periodo del 16,2%. Questo prelievo forzato dalle nostre tasche non ha portato, come pure qualcuno afferma, a un aumento degli investimenti nella rete e nel servizio: tra il 1990 e il 2000, infatti, sono crollati di oltre il 70%, da circa 2 miliardi di euro a 600 milioni.
Come per le battaglie sull’acqua, negli ultimi anni e in moltissimi territori, sono in corso grandi mobilitazioni popolari in difesa dei beni comuni, contrastando, nel segno della democrazia partecipata, la politica delle “grandi opere” devastatrici dei territori, una gestione dei rifiuti che è diventata un business, un modello energetico dissipatorio e autoritario, basato su impianti nocivi ed ora anche sul nucleare.

Scenderemo in piazza a Roma per chiedere
*il riconoscimento dell’acqua come bene comune e diritto umano universale, la ripubblicizzazione del servizio idrico, la sua gestione pubblica e partecipativa, l’approvazione della legge d’iniziativa popolare;
*la tutela del territorio e dei beni comuni, della biodiversità e del clima, contro la politica delle “grandi opere”, il mercato dei rifiuti, gli impianti energetici nocivi e il ritorno all’energia nucleare;
* un nuovo modello di produzione, consumo e vita, e politiche occupazionali per la soddisfazione dei diritti sociali e ambientali delle popolazioni.

Info su: www.acquabenecomune.org