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Canicattì, ridimensionamento ospedale: il 31 marzo il PRC in piazza con i cittadini

Rifondazione Comunista sarà presente alla manifestazione del 31 marzo indetta dal comitato civico “pro ospedale Barone Lombardo” di Canicattì, che ha lo scopo di evitare un ridimensionamento della struttura sanitaria con conseguenti inevitabili disagi per i cittadini.
La situazione in cui versa l’ospedale è vergognosa. Un organismo che serve un comprensorio numeroso al quale fanno capo i Comuni di Canicattì, Ravanusa, Campobello di Licata, Camastra, Naro, Castrofilippo, Grotte, Racalmuto, Montedoro, Bompensiere, Delia, Serradifalco e Sommatino, nel giro di pochi anni, ha perso 4 importanti reparti e ha visto più che dimezzati i posti letto. E i reparti rimasti non sono spesso messi in condizione di fornire al meglio tutti i servizi necessari.

Nonostante le “rassicurazioni” provenienti da più parti, il depotenziamento è quindi di fatto già in corso e un ulteriore ridimensionamento dei servizi non farebbe altro che andare a ledere ancora di più quel fondamentale diritto di tutti che è la salute.

Continua ad essere poco chiara l’intera situazione, considerando anche il fatto che all’interno dell’ospedale è presente un reparto di rianimazione bell’e pronto, dotato di tutta l’attrezzatura necessaria, ma non si capisce per quale ragione sia ancora inutilizzato.

Per questi motivi, aderiamo alla manifestazione e lotteremo a fianco dei cittadini fino a quando i bisogni di tutti saranno messi prima degli interessi di pochi.

Il segretario provinciale
Antonio Palumbo

PRC-Messina: Solidarietà ai lavoratori della Te.Se.O.S.

“Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati” (P. Neruda)

Siamo stati con i nostri militanti dai lavoratori della Te.Se.O.S. che da giorni occupano la sede della SSR-Società Servizi Riabilitativi.
Abbiamo, da subito, notato nei loro volti e nei loro sguardi un senso di fierezza e determinazione necessaria per portare a termine questa lotta, simbolo degli effetti della dismissione del servizio pubblico a favore di quello privato.
Infatti la coop. Te.Se.O.S. è una delle tre cooperative che stanno in quel 51% detenuto dall’ASP 5 tramite la partecipata SSR e che sta per essere messo all’”asta” da una base di partenza di 500.000 €.
I 26 lavoratori, che non percepiscono lo stipendio da nove mesi, si sono ritrovati in mezzo alla strada con la motivazione ufficiale dell’esubero, solo una “coincidenza” che i lavoratori in questione appartengano alla FLAICA – CUB, che li sta seguendo in questa vertenza, come era una coincidenza che i licenziati FIAT facessero parte della FIOM. Stanchi di non avere nessuna risposta sul loro futuro occupazionale hanno deciso dignitosamente di radicalizzare la protesta con l’occupazione spostando i riflettori della politica e della città.
Spropositata, a nostro avviso, la reazione repressiva messa in campo. Subito sono stati denunciati. Riteniamo che questo sia, da parte dei “poteri dell’ordine”, sintomo di arroganza e insensibilità ai problemi sociali che attanagliano questa città, perché ormai abituati all’innalzamento dei muri della forza piuttosto che alla capacità di ascoltare chi alza la testa e reclama semplicemente un diritto, cioè la sicurezza del proprio futuro, che non ha nulla a che vedere con la sicurezza dei poteri forti imposta coi manganelli e le denunce. Chiare infatti le loro rivendicazioni cioè la revoca immediata dei licenziamenti, il pagamento delle spettanze arretrate, e garanzie sul futuro occupazionale, fino ad ora messa a repentaglio in quanto non è prevista nessuna clausola sociale che garantirebbe una loro riassunzione nella “nuova” società.
Come circolo “Peppino Impastato” – Rifondazione Comunista Messina appoggiamo queste richieste e ribadiamo che il servizio deve rimanere pubblico e garantito per tutti, perché la riabilitazione dei disabili e il settore sanitario in generale devono essere estranei alle logiche di profitto e di mercato.

Direttivo Circolo “Peppino Impastato” – Rifondazione Comunista Messina

Colpo di grazia alla Sanità

Se è vero che il peggio non è mai venuto, la legge di stabilità che è in discussione al Consiglio dei ministri conferma drammaticamente questa regola. La vittima come al solito è la Sanità pubblica per la quale sono stati ipotizzati tagli per ulteriori 1,5 miliardi, scesi, sembrerebbe, ad 1 miliardo dopo le proteste del ministro Balduzzi.
Sparare sulla croce rossa è un gesto da filantropi rispetto alla sadica determinazione espressa dal governo Monti di recidere i nervi e le arterie di un sistema sanitario pubblico, che fino ad oggi ha difeso come poteva (purtroppo non la garantisce più da anni) la salute degli italiani. Persino Livia Turco ha dichiarato: “La sanità ha già dato e il paventato taglio di oltre un miliardo sarebbe un colpo inaudito per il Ssn, oltreché incoerente con i recenti provvedimenti del Governo”.

La determinazione con la quale si prosegue un percorso di cinica espoliazione della struttura portante del nostro Welfare è veramente raccapricciante. Alla demagogia del decreto Balduzzi si mescola la violenza vessatoria di chi vuole colpire solo ed esclusivamente i più deboli. Se fossero confermate queste indiscrezioni – ha aggiunto la Turco, relatrice in commissione Affari sociali della Camera sul Dl Balduzzi – sarebbe meglio accantonare i lavori del decreto  perché è evidente che per colpa dei tagli sarebbe impossibile riorganizzare la medicina territoriale e garantire una continuità assistenziale h24 per tutta la settimana su tutto il territorio nazionale”.
Ora noi vorremmo informare l’onorevole Livia Turco che, oltre ad essere perfettamente inutile la prospettiva indicata dal Decreto Balduzzi (a che serve tenere aperti degli studi medici di base, inadatti all’emergenza, durante la notte?), la sua pratica realizzazione è impossibile anche prescindendo dall’ulteriore taglio di un miliardo. Insostenibili (oltre che inutili) sarebbero, infatti, i costi correlati con un’organizzazione dell’assistenza di Medicina generale territoriale così come prevista dal decreto Balduzzi. Costi relativi al reperimento del personale e soprattutto degli edifici che dovrebbero ospitare questi megapoliambulatori. Senza contare che, essendo l’adesione dei medici di medicina generale non obbligatoria, non c’è alcuna garanzia di operatività.
Questa parte del decreto Balduzzi, quella più sbagliata e odiosamente demagogica, è destinata a perdersi nel nulla come tante altre vanagloriose proposte. Il suo unico scopo è quello di creare confusione nella gente che avrò l’impressione che qualcosa di socialmente utile venga fatto. Mentre invece quello che viene fatto veramente è sottrarre un altro miliardo di euro alla sanità pubblica. Non bastavano i 22 miliardi di tagli già previsti per i prossimi tre anni. Ci voleva anche questo ulteriore sadico ritocco.
“Se il governo vuole percorrere la strada già progettata in passato da Silvio Berlusconi e distruggere il Ssn fino ad arrivare ad una sanità privata sul modello americano, lo dica chiaramente”. Sono parole di Ignazio Marino e queste le condividiamo in pieno. Così come le condivide la Cgil che il 27 ottobre porterà in piazza a Roma medici, veterinari, dirigenti sanitari, tecnici professionali ed amministrativi, dipendenti e convenzionati col Ssn e l’ospedalità privata della sua e di molte altre organizzazioni sindacali, a difesa del Ssn. Sosteniamo questa occasione di lotta e lavoriamo per una uno sciopero generale a difesa del lavoro e del Welfare. Non è più il caso di perdere tempo.

Roberto Gramiccia, Responsabile nazionale Sanità Prc

Ospedale Leonforte, PRC aderisce a manifestazione del 17 luglio

Leonforte. Il Prc sostiene la battaglia promossa dal Comitato di Lotta di Leonforte per una sanità a misura del malato. Rifondazione Comunista sarà in piazza il 17 luglio a Leonforte nella manifestazione voluta dal Comitato di Lotta di Leonforte, che sta conducendo una dura e coraggiosa battaglia per contrastare lo smantellamento del presidio ospedaliero di Leonforte.
Il Prc attraverso le proprie rappresentanze istituzionali, come ha fatto ad Assoro con il proprio consigliere comunale Angelo Tamburella, promuoverà prese di posizione degli organi elettivi a favore della giusta battaglia dei cittadini che si battono per vedere rispettato il proprio diritto a una sanità a misura delle persone malate.

da ViviEnna.it

Presidio all'ospedale di San Cataldo

Da questa mattina, 09 novembre 2010, presso il presidio ospedaliero “M.
Raimondi” il Consigliere Comunale  Bonsignore Romeo (PRC – FdS) e i Consiglieri  Modaffari Giampiero,  Fattallone Marcello,  Naro Pio,  Lombardo Maurizio,  Giannone Fortunato,  Arcarese Cataldo, Coniglio Antonio

hanno avviato una protesta pacifica con la realizzazione di un presidio
permanente diurno per denunciare i disservizi sanitari che l’applicazione di
questa riforma sanitaria sta causando. Non possiamo più tollerare che giorno
dopo giorno venga smantellata la struttura ospedaliera di San Cataldo senza
però potenziare la già precaria situazione strutturale e organizzativa del presidio ospedaliero di Sant’Elia, con il suo conseguenziale sovraffollamento.
Questa situazione mostra tutte le debolezze che la riforma nella sua fase  transitoria, secondo il principio di razionalizzazione delle risorse passando  per cancellazione dei servizi “doppioni”, sta ingenerando.
In tutto ciò assistiamo ad un colpevole silenzio di chi amministra la nostra città e di chi ricopre cariche elettive regionali e nazionali.
Chiediamo con forza un confronto con l’assessore regionale Russo e con il direttore generale dell’A.S.P Cantaro da svolgersi in occasione di un prossimo Consiglio Comunale, cosi come già deliberato in precedenza all’unanimità del  civico consesso cittadino del 21 ottobre scorso. Otre richiedere con un ispezione al fine di accertare lo stato di cose presenti.

Pensiamo fermamente che non si può restare a guardare passivamente.

Occorre reagire tutti insieme !!!

Invitiamo la popolazione a sostenere la nostra battaglia per il diritto alla
Salute.

Il PRC aderisce alla mobilitazione della Sanità siciliana – 1 ottobre.

Il Partito della Rifondazione Comunista siciliano aderisce alla giornata regionale di lotta del comparto sanità, indetta dalla Fp Cgil, il primo Ottobre.

Nonostante la sbandierata azione riformatrice dei vari governi Lombardo, assistiamo a una situazione in cui ogni giorno peggiorano le condizioni di lavoro nel settore e il servizio disponibile per i cittadini.

I clamorosi casi messinesi sono solo le manifestazioni più gravi di una situazione generalizzata, che vede negato il diritto alla salute nell’isola.

La definizione di strategie coerenti con il bisogno di salute che viene dai cittadini, l’organizzazione della medicina territoriale, la reinternalizzazione dei servizi, la stabilizzazione del personale precario, la difesa dei diritti contrattuali di tutte le lavoratrici e i lavoratori, sono punti qualificanti di una piattaforma che ha bisogno di una vasta mobilitazione sociale.

Il PRC impegna le proprie strutture a sviluppare una diffusa opera d’informazione in vista della giornata del primo ottobre, momento importante di una battaglia strategica per il cambiamento del sistema sanitario siciliano.

Luca Cangemi, Segretario regionale PRC-Sicilia

Cangemi (PRC): Il privato divora il diritto alla salute in Sicilia

Dichiarazione di Luca Cangemi, segretario regionale siciliano del Partito della Rifondazione Comunista

Gli sconvolgenti casi di malasanità che stanno venendo alla luce, dimostrano i condizionamenti pesantissimi che operano degli interessi privati, nella vita della sanità pubblica in Sicilia. Siamo in presenza di lobby affaristiche in grado di condizionare le scelte politiche, amministrative, gestionali a ogni livello e in ogni realtà. Il governo regionale ha fatto molta propaganda sulla Sanità ma i fatti rivelano un’innegabile, drammatica realtà in cui un diritto fondamentale diventa occasione di speculazione. E’ necessario un immediato processo di “ripubblicizzazione” effettiva del sistema sanitario dell’isola, espellendo dal suo seno ogni forma di condizionamento.

Pensioni e sanità: a loro le rose a noi le spine

di Sante Moretti su Liberazione del 31 luglio 2010
«Le pensioni sono escluse dalla manovra» hanno ripetuto fino alla noia i ministri del Lavoro e del Tesoro. Invece nella manovra le pensioni sono parte rilevante per l’entità economica del “risparmio” e per le conseguenze sul piano sociale.
Tremonti sottolinea che ora il sistema pensionistico italiano è il più stabile in Europa (ma anche il più povero!) e aggiunge che «la più grande riforma delle pensioni fatta in Europa quest’anno si è realizzata nella pace sociale e senza neanche un giorno di sciopero» e ha ragione. Continua la lettura di Pensioni e sanità: a loro le rose a noi le spine

Scicli: la Federazione della Sinistra sul rischio di chiusura dell'ospedale

Una situazione di lenta agonia, che si protrae da anni con governi regionali collusi con la mafia e clientelari verso una sanità affaristica e privata, sta degenerando con la chiusura definitiva dell’ospedale Busacca di Scicli.
Prova ne è l’eliminazione del reparto di ortopedia nell’indifferenza assoluta della deputazione provinciale e della cittadinanza, assuefatta a promesse che spesso si sono rilevate infondate.
La Federazione della Sinistra di Scicli si oppone con forza a questa chiusura preventivata e spesso negata dai deputati cui sopra che fanno il doppio gioco approvando da un lato i tagli regionali alla sanità, e dall’altro mostrandosi come strenui difensori del nostro secolare ospedale.
Questa lotta non è solo di sinistra, ma deve essere di tutta la cittadinanza e di tutte le forze politiche. Invitiamo TUTTI a partecipare a qualsiasi forma di protesta e di lotta che miri a salvaguardare il NOSTRO Ospedale.
Il coordinamento politico