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Cangemi (PRC): gravissima decisione della Provincia di Catania, tagliata l’assistenza agli alunni disabili gravi.

Con una nota la Provincia di Catania, in questi giorni, ha annunciato agli Istituti Superiori una pesante riduzione, dal primo Aprile, del servizio di assistenza igienico- personale erogato per gli alunni con handicap grave.
In particolare non sarà più garantito, neanche per alunni affetti da patologie gravissime, il rapporto 1/1 operatore/ utente e si passerà a un rapporto 1/3 o 1/5.
Che cosa significa concretamente questo provvedimento?
Significa che, già dalle prossime settimane, ragazzi e ragazze con straordinari problemi psicofisici saranno privati di un supporto indispensabile nelle ore di lezione e concretamente privati del diritto a frequentare la scuola. Un diritto sancito dalle leggi dello stato e più volte ribadito dalla Corte Costituzionale.
Significa rompere delicatissimi equilibri didattici,psicologici e affettivi, vanificando il lavoro di integrazione e di apprendimento compiuto per anni.
Significa colpire il diritto al lavoro e al reddito di molte lavoratrici, violando senza preavviso alcuno impegni contrattuali assunti.
Significa creare un gravissimo danno alla vita delle scuole superiori della provincia di Catania, in particolare quelle più coinvolte nell’impegno d’integrazione scolastica dei disabili.
L’iniziativa della Provincia viene tra l’altro assunta, da un giorno all’altro, nella parte finale dell’anno scolastico, sconvolgendo scelte didattiche e organizzative già consolidate.
Siamo dunque di fronte ad un gesto gravissimo ed ingiustificabile, che non può essere accettato.
Facciamo dunque appello a una forte mobilitazione a fianco delle famiglie dei ragazzi con disabilità, delle lavoratrici colpite, del mondo della scuola perché la Provincia, sia messa di fronte alle proprie responsabilità e indotta a ritirare quest’assurda decisione.

Luca Cangemi, Direzione Nazionale PRC

Scuola, Cangemi (PRC): il furto degli scatti, una nuova offesa alla scuola

“Lo scippo degli scatti rappresenta un nuovo, gravissimo, attacco del governo Letta – Alfano al mondo della scuola” ha dichiarato Luca Cangemi del comitato politico nazionale del PRC.
“Il furto, perfezionato, tra Natale e Capodanno era già preparato da mesi, circondato da colpevoli silenzi e da vergognose menzogne, così come sono in cantiere altri durissimi colpi ai diritti, alle retribuzioni e ai livelli occupazionali del mondo della scuola.

Siamo di fronte ad un comportamento banditesco di un governo che taglia d’autorità le retribuzioni, riprendendosi scatti stipendiali non solo perfettamente legittimi ma già erogati in ritardo. Nel frattempo si opera un gigantesco taglio di altri capitoli di spesa che sono, in realtà, retribuzione del personale della scuola diversamente allocata. Un danno grave sugli stipendi, che colpisce una categoria già martoriata e che si allarga a pensionamenti e ricostruzioni di carriera.

Un arbitrio senza limiti, che importa nel cuore di una funzione delicatissima dello stato le più selvagge metodologie padronali. Appare intollerabile, di fronte a quest’atteggiamento del governo, ogni linea sindacale distratta, incerta e consociativa.
Alla ripresa delle lezioni – ha concluso Cangemi – è necessario reagire in modo proporzionale all’attacco ricevuto, con una mobilitazione immediata, con forme di lotta dure e inedite, con il protagonismo diretto degli insegnanti e di tutto il mondo della scuola”.

PRC Barcellona P.G.: "i nostri studenti vittima dei tagli verticali"

Il mondo della conoscenza per l’ennesima volta, in questi mesi, è stato messo sotto assedio da una classe politica inadeguata a dirigere le sorti del nostro Paese.
I continui tagli verticali, le ultime manovre finanziarie, hanno inequivocabilmente dimostrato che la formazione e l’istruzione non rappresentano assetti strategici per il futuro delle nuove generazioni.
Prova ne sono i tagli drastici alle borse di studio, ai buoni libri, il rifinanziamento spesso negato degli abbonamenti per il trasporto, il non più libero accesso ai corsi di laurea. Ma potremmo ancora continuare con il blocco del turnover, col mondo della ricerca ridotto al lumicino, solo per citarne alcuni.
Di contro però, vediamo crescere ogni giorno, in modo ormai esponenziale, i regali alle scuole private, siano esse secondarie o università. Li vediamo proliferare sotto forma di contributi, finanziamenti, agevolazioni. Nel nostro territorio la drammaticità del fenomeno è acuita da antichi guasti e dissennate scelte, che gravano ancora sui nostri giovani.
Da tempo immemorabile gli studenti del Liceo Scientifico e Linguistico sono derubati del diritto a una sede scolastica unica, che garantisca dignità allo studio e sicurezza alla persona. Noi comunisti da sempre ci siamo spesi per la costruzione di una scuola che metta al centro lo sviluppo e la formazione degli studenti, visti non come anonimi numeri in aride rilevazioni statistiche, ma come fulcro della società che tra mille difficoltà abbiamo tutti il compito di costruire.
Per questi motivi, sentiamo l’onere e l’onore di condividere e far nostre le rivendicazioni e le proteste che, da qualche giorno, gli studenti stanno portando avanti occupando vari istituti superiori della città di Barcellona Pozzo di Gotto. A loro, che con pochissimi mezzi riescono ancora a levare un urlo di speranza e di dignità, va la nostra più sentita e condivisa solidarietà.

Circolo PRC Nino Pino Balotta – Barcellona P.G.

PRC Barcellona P.G.: "i nostri studenti vittima dei tagli verticali"

Il mondo della conoscenza per l’ennesima volta, in questi mesi, è stato messo sotto assedio da una classe politica inadeguata a dirigere le sorti del nostro Paese.
I continui tagli verticali, le ultime manovre finanziarie, hanno inequivocabilmente dimostrato che la formazione e l’istruzione non rappresentano assetti strategici per il futuro delle nuove generazioni.
Prova ne sono i tagli drastici alle borse di studio, ai buoni libri, il rifinanziamento spesso negato degli abbonamenti per il trasporto, il non più libero accesso ai corsi di laurea. Ma potremmo ancora continuare con il blocco del turnover, col mondo della ricerca ridotto al lumicino, solo per citarne alcuni.
Di contro però, vediamo crescere ogni giorno, in modo ormai esponenziale, i regali alle scuole private, siano esse secondarie o università. Li vediamo proliferare sotto forma di contributi, finanziamenti, agevolazioni. Nel nostro territorio la drammaticità del fenomeno è acuita da antichi guasti e dissennate scelte, che gravano ancora sui nostri giovani.
Da tempo immemorabile gli studenti del Liceo Scientifico e Linguistico sono derubati del diritto a una sede scolastica unica, che garantisca dignità allo studio e sicurezza alla persona. Noi comunisti da sempre ci siamo spesi per la costruzione di una scuola che metta al centro lo sviluppo e la formazione degli studenti, visti non come anonimi numeri in aride rilevazioni statistiche, ma come fulcro della società che tra mille difficoltà abbiamo tutti il compito di costruire.
Per questi motivi, sentiamo l’onere e l’onore di condividere e far nostre le rivendicazioni e le proteste che, da qualche giorno, gli studenti stanno portando avanti occupando vari istituti superiori della città di Barcellona Pozzo di Gotto. A loro, che con pochissimi mezzi riescono ancora a levare un urlo di speranza e di dignità, va la nostra più sentita e condivisa solidarietà.

Circolo PRC Nino Pino Balotta – Barcellona P.G.

Cangemi (PRC): sostegno ai disabili, il ministero sconfitto, moltiplichiamo i ricorsi

Dichiarazione di Luca Cangemi del Comitato Politico Nazionale di Rifondazione Comunista

“Fioccano le sconfitte in tribunale per il ministero dell’istruzione sui tagli al sostegno, particolarmente rilevanti sono una serie di sentenze del TAR di Palermo che obbligano l’amministrazione scolastica a reintegrare l’insegnante di sostegno a pieno orario (rapporto 1:1) per numerosi alunni con disabilità grave”.

“L’organo giurisdizionale ha riconosciuto il diritto dei singoli alunni ad avere l’insegnante di sostegno nel rapporto 1:1 non solo per l’anno scolastico in corso ma anche per quelli seguenti ed ha, inoltre, costretto il ministero a pagare risarcimenti alle famiglie per la parte dell’anno scolastico già trascorsa. Una conferma di quando già accaduto numerose volte negli anni scorsi e una clamorosa smentita delle dichiarazioni propagandistiche sull’assenza di tagli al sostegno, ancora qualche giorno fa, rilasciate dai vertici ministeriali. La verità è che l’integrazione scolastica di bambini e ragazzi con disabilità, storico motivo di orgoglio del sistema dell’istruzione italiana vive una stagione disastrosa, con un monte ore d’insegnamento di sostegno del tutto insufficiente, che penalizza in particolare le regioni meridionali.

Nelle scuole si vive una situazione di difficoltà grave e diffusa, in cui molti insegnanti devono dividere le loro diciotto ore settimanali per quattro o anche più alunni, spesso compromettendo percorsi d’integrazione già avviati. Tutto ciò in un contesto in cui le conseguenze di anni di attacco alla scuola pubblica (classi sovraffollate, strutture degradate, servizi insufficienti) si riflettono in particolare sui settori più deboli, a partire dai ragazzi diversamente abili.

E’ necessario battersi per cambiare scelte che colpiscono il presente e il futuro dei ragazzi con disabilità e il diritto al lavoro di centinaia d’insegnanti precari.

Fondamentale è rompere la solitudine delle famiglie che vivono questo drammatico problema e fornire un’informazione corretta sui diritti e sugli strumenti giuridici per farli valere. Costruendo una rete di solidarietà è possibile moltiplicare i ricorsi contro il mancato riconoscimento delle ore di sostegno necessarie e fare crescere la forza di questa battaglia di civiltà”- ha concluso Cangemi.

Raccolta libri di scuola media per le famiglie in difficoltà economica

La biblioteca popolare “Salvatore Barra” organizza un’iniziativa per garantire il diritto allo studio anche per i ragazzi di famiglie con difficoltà economiche.

Ci promuoviamo come punto di raccolta di libri di testo usati per la scuola media per poi ridistribuirli ai ragazzi delle famiglie con difficoltà economiche.

In considerazione del fatto che i buoni libri vengono rimborsati dopo anni, non vengono più accettate dalla cartolibrerie per l’acquisto dei testi. Questi buoni tra l’altro coprono solamente una piccolissima parte della spesa annua complessiva. Alcune famiglie sono di conseguenza costrette a grossi sacrifici per poter assicurare ai figli i giusti strumenti per affrontare al meglio l’anno scolastico, mentre altre con difficoltà economiche ancora più gravi manderanno i propri figli a scuola senza libri.

Siamo convinti che quello alla studio sia un diritto imprescindibile per la crescita e la formazione di ogni cittadino e che il momento di crisi che stiamo attraversando non debba ricadere sugli studenti.

Invitiamo, perciò, i docenti delle scuole medie a donarci le loro copie omaggio delle edizioni ancora in uso e le famiglie a consegnarci i testi degli anni passati dei loro figli ormai riposti in soffitta.

La Biblioteca si trova all’ex arena Lo Baido, presso la sede del partito della rifondazione comunista, e sarà aperta tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.

Per quanto riguarda le scuole elementari, invece, grazie alla collaborazione della prof. Campisi e della dirigente scolastica Laura Giammona abbiamo sollecitato le scuole a fare direttamente questo servizio all’interno delle strutture scolastiche stesse.

Palermo, relazione annuale dell’Assessore Barbara Evola

Il disinteresse verso l’Istituzione Scuola e la comunità scolastica da parte della politica cittadina degli ultimi 12 anni, manifestato dall’assenza di investimenti economici non soltanto per la manutenzione ordinaria degli edifici, ma persino per la difesa dei diritti essenziali da garantire per legge (assistenza specialistica, oneri per il funzionamento e l’acquisto di materiale didattico, acquisto di arredo minimo indispensabile quali banchi e sedie), ha generato condizioni di malfunzionamento e di criticità ampiamente diffuse.

L’impoverimento progressivo delle scuole ha generato, a catena, una vulnerabilità della Scuola – troppo spesso presa di mira – con lo sfaldamento della rete scolastica che si era costituita negli anni e lo scollamento tra mondo della scuola e quello delle Istituzioni.

Il primo passo compiuto dall’Amministrazione è stato quindi quello di avviare tutto quanto necessario, in termini amministrativi e in termini di relazioni anche personali, per ricostruire un rapporto, professionale e di fiducia, ed una vera collaborazione con gli organi scolastici e tra le scuole. Questo è stato fatto attraverso il coinvolgimento in progetti di ampio respiro per la riqualificazione del ruolo dell’istruzione nel percorso di crescita e cambiamento della città; ma soprattutto attraverso segnali di attenzione amministrativa quali lo stanziamento di somme che hanno ridato, dopo 6 anni di vuoto, un po’di ossigeno e autonomie alle scuole, nonché attraverso il recupero di fondi cospicui per la messa a norma degli edifici.

Con l’ausilio del Coime, del Cantiere e di AMG si è avviato un programma di manutenzioni minime e di ripristino degli impianti. In alcuni casi, le scuole frequentate dai nostri figli e nipoti erano prive di riscaldamento e/o di erogazione costante di acqua pubblica potabile!!

Il programma di ripristino e manutenzioni ha permesso di realizzare a partire da ottobre oltre 200 manutenzioni mensili (da quelle più piccole a quelle di media complessità) per fronteggiare le emergenze e, in taluni casi, restituire condizioni di vivibilità negli edifici interessati.

Per il quadro sintetico degli interventi si rimanda a pagina 13 della presente relazione.

E’ un lavoro che ovviamente proseguirà nel tempo per recuperare definitivamente l’arretrato e per mantenere un livello di efficienza delle strutture degno delle necessità dei bambini, degli insegnanti e di tutti quanti vivono le scuole e le rendono vive.

>>> scarica la relazione

Cangemi (PRC): a Catania a rischio il sostegno agli alunni disabili banner

Dichiarazione di Luca Cangemi, segretario del Circolo PRC Olga Benario

L’anno scolastico che si sta per aprire rischia di essere molto difficile per gli alunni disabili, per le loro famiglie, per l’intero mondo della scuola che ha nell’integrazione una delle sue finalità fondamentali.

Secondo una linea di tendenza, che si è ormai affermata da tempo, assistiamo, infatti, a una pesante riduzione delle risorse destinate all’integrazione degli alunni con disabilità.

Il monte ore dell’insegnamento di sostegno, in ogni ordine di scuola, è significativamente ridotto dal ministero ed è lontanissimo dalle esigenze avanzate dai singoli istituti della provincia di Catania.

Questo concretamente significherà l’interruzione di percorsi, anche molto delicati, d’integrazione, già avviati, l’assegnazione a molti alunni con disabilità di un numero di ore d’insegnamento di sostegno del tutto
insufficiente, una generale difficoltà d’intere classi e istituti a svolgere serenamente l’attività didattica.

Come sempre saranno le istituzioni scolastiche delle aree più disagiate a subire i colpi più duri.

Gravi saranno anche le conseguenze occupazionali nel vasto mondo del precariato della scuola, che ha assicurato in questi anni la copertura di una consistente quota dei posti di sostegno.

Anche rispetto alle competenze degli enti locali non mancano le preoccupazioni. E’ in particolare sulla questione degli assistenti igienico personali che si addensano nubi. Già negli anni scorsi i lavoratori e le
lavoratrici che assolvono questo delicato compito di assistenza di alunni con gravi patologie, hanno operato in una condizione insostenibile, con mesi di ritardo nel pagamento delle retribuzioni. Nell’anno scolastico che si sta per aprire, c’è il rischio di una copertura inadeguata di esigenze essenziali. La lettera della provincia, in piena estate, che rimanda il problema agli istituti certo non annuncia novità positive.

E’ quindi necessaria di fronte a questa situazione-conclude Cangemi- un forte impegno in difesa del diritto allo studio delle persone con disabilità, in difesa del diritto al lavoro dei precari, in difesa della scuola pubblica. Un impegno di lotta sociale ma anche di promozione d’iniziative legali che pongano il ministero e gli Enti Locali, come già accaduto in diverse occasioni in passato, di fronte alle proprie responsabilità.

Grazie all'impegno dell'assessore Barbara Evola il Comune si schiera dalla parte della scuola pubblica e dei suoi lavoratori

barbara evola
Barbara Evola assessore alla pubblica istruzione a Palermo

Gli ultimi governi nazionali di impronta liberista hanno smantellato il tessuto sociale del nostro Paese in diversi ambiti, ma soprattutto nel sistema della Pubblica Istruzione.
La Ministra Gelmini ha incarnato, con la sua controriforma, il punto più alto di questa volontà di distruzione.
Il Partito della Rifondazione Comunista in questi anni si è sempre opposto – dichiara Vincenzo Fumetta, responsabile organizzazione di Rifondazione Comunista Palermo – stando a fianco delle organizzazioni di studenti e docenti.
Recentemente l’azione di contrasto si è basata nel sostegno del “Coordinamento nazionale per la scuola della Costituzione” nel ricorso al TAR del Lazio contro la circolare Gelmini del 14 marzo 2011 e il conseguente decreto interministeriale che ha tagliato indiscriminatamente gli organici della scuola pubblica facendo perdere il lavoro a circa 150.000 precari tra docenti, bidelli e personale A.T.A.
Grazie al lavoro dell’assessore comunale alla scuola Barbara Evola, Palermo è la prima grande città italiana a costituirsi in giudizio ad adiuvandum in sostegno del Coordinamento e questo – conclude Vincenzo Fumetta – è un importante segnale politico che ci dice chiaramente chi sta dalla parte di un sistema di istruzione pubblico e dei lavoratori che lo fanno vivevere e chi sta dalla parte del finto risparmio economico che poi si ritorce a danno della comunità.
Noi ci auguriamo e allo stesso tempo invitiamo il PD a impengnarsi affinchè la Regione Sicilia compia la stessa scelta.