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UNA CAMPAGNA NAZIONALE PER FERMARE LA “MALASCUOLA”di RENZI GIANNINI Vademecum per i territori

Alle/ai Segretarie/i Regionali, di Federazione, di Circolo
Alle/ai compagne/i del CPN

UNA CAMPAGNA NAZIONALE PER FERMARE LA “MALASCUOLA”di RENZI GIANNINI
Vademecum per i territori

Carissime/i compagne/i,
ad apertura dell’anno scolastico vi inviamo il file di un volantino il cui testo sarà a lungo attuale, per dare vita in concreto alla campagna per la difesa della scuola della Costituzione e contro la “mala scuola” di Renzi. I Regionali e/o le Federazioni li possono stampare per dare ai circoli un primo strumento di intervento.

Premessa

Grande è il contributo che il nostro Partito può e deve dare allo sviluppo del movimento contro la Legge 107, grazie al suo insediamento territoriale e alle capacità politiche dei compagni e delle compagne che, a vario titolo – come docenti, studenti, genitori, lavoratori della scuola – sono direttamente coinvolte/i e interessate/i a portare avanti questa impresa. Il percorso sarà lungo, da giocare con intelligenza nel conflitto scuola per scuola, sul piano sindacale, nel rapporto con la società, affinché la protesta non rimanga nei confini dei diretti interessati (che comunque sono una parte significativa della popolazione italiana), dispiegando contestualmente una campagna di livello nazionale da ritmare con scioperi, manifestazioni, riunioni informative, con l’obiettivo di costruire una stagione referendaria connessa con altri settori colpiti dalle controriforme di Renzi (Jobs Act, Sblocca Italia, riforma costituzionale, etc.) e fermare la devastazione neoliberista.

Il nostro Partito è noto nel mondo della scuola:
• per le limpide posizioni antiliberiste, che su Formazione Università e Ricerca il PRC ha tenuto fin dalla sua nascita, contrastando – a volte in splendido isolamento – le proposte di Berlinguer, Moratti, Gelmini e ora Giannini;
• per la sua capacità di essere partecipe con molti e molte iscritte/i ai movimenti e alle strutture di movimento che in questi anni hanno orientato la resistenza e la lunga opposizione ai processi di privatizzazione e aziendalizzazione della scuola;
• per essere stato negli ultimi mesi pienamente partecipe a livello nazionale – insieme ad altri soggetti politici, associativi e sindacali – della riproposizione della LIP in questa legislatura, della rivitalizzazione dei suoi comitati e delle mobilitazioni e della iniziative nazionali del movimento contro la 107, anche dopo la sua approvazione in Parlamento (Roma 12 luglio e Bologna 5 e 6 settembre). In questi ambiti abbiamo teso a consolidare la tenuta unitaria, la inclusività delle diverse esperienze, la volontà di tenere insieme lotta ad azione istituzionale (ricorsi, referendum, etc.), con l’impegno a contrastare la campagna denigratoria cui la scuola e la figura del docente è stata sottoposta;
• abbiamo lavorato, insomma, perché si creasse un punto di riferimento nazionale di movimento plurale non burocratico, autorevole perché capace di lavorare per consenso e per rapporto democratico e flessibile con i territori e i soggetti aderenti (vedi documento conclusivo dell’assemblea di Bologna) e anche in grado di contrapporre alla idea di scuola di Renzi – Giannini una proposta di scuola della Costituzione, già costruita nella forma della legge di iniziativa popolare nel 2006 e ora sottoposta a revisione democratica (vedi documento e sito LIP).

Ora la nuova situazione richiede un contributo più efficace e globale del Partito, che non si limiti all’operato “dall’alto”, ma veda entrare in campo le nostre strutture territoriali per la costruzione e il rafforzamento di un grande movimento plurale per la difesa della scuola pubblica, per fermare la “mala scuola”, la legge 107/2015.

Che cosa devono fare i territori?

1) In ogni Comune/scuola si lavori per creare un comitato per la difesa della Scuola della Costituzione, partendo dai docenti e dagli studenti, dal loro livello di lotta per il boicottaggio, rallentamento della applicazione della legge (vedi il volantino del PRC, e scheda sul bonus e la valutazione, schemi di delibere dei collegi, etc), invitando sindacati di base, confederali, collettivi studenteschi locali e collegati nazionalmente (UDS,etc), associazioni locali che si battono per la laicità e la difesa della Costituzione, movimenti di precari in lotta. L’obiettivo è non solo fare riuscire le assemblee, ma costituire nuclei permanenti;
2) bisogna promuovere iniziative per spiegare la controriforma nei suoi aspetti molteplici (del lavoro, della pedagogia, della democrazia,della libertà di insegnamento etc ) anche a chi non fa parte del mondo della scuola, mobilitare al nostro fianco intellettuali critici nelle università e/o nelle scuole superiori, che allarghino lo spessore culturale delle riunioni e parlino agli studenti e alle studentesse della necessità della cultura critica e della scuola che la promuove;
3) bisogna impegnarsi nei Comitati territoriali LIP, sia in quelli già esistenti (l’elenco è reperibile sul sito della LIP) sia operando perché vengano costituiti dove ancora non ci sono, per portare il contributo di idee del partito al percorso di revisione partecipata della proposta di legge;
4) oltre al volantino sono già pronti come strumenti di approfondimento una scheda sul bonus scuola e sulla valutazione che decostruisce gli aspetti più odiosi della legge, quelli su cui gli studenti e gli insegnanti possono fare conflitto nelle singole scuole, e un PDF navigabile per orientarsi nel ginepraio dei 212 commi del testo di legge.

E’ necessario che i Segretari regionali e e di Federazione

curino la nomina di un responsabile scuola e lo comunichino a vito.meloni@rifondazione.it si pongano l’obiettivo di costruire iniziative almeno in ogni provincia e le federazioni in ogni circolo o unione di circoli.

Se è necessario il dipartimento nazionale è a disposizione per le riunioni preparatorie e per fornire nomi e contatti di relatori ed esperti.

E’ importante che a livello nazionale si abbia la traccia di come riusciamo ad attivarci in questa campagna; chiederemo pertanto periodicamente un resoconto delle iniziative approntate e del loro risultato, per fare poi un bilancio complessivo.

I segretari di Federazione cureranno la trasmissione di questa nota ai segretari di Circolo.

Vito Meloni – Responsabile Scuola Nazionale
Giovanna Capelli – Segreteria Nazionale Responsabile Nazionale area Formazione, Università e Ricerca

Link:

Sito nazionale della LIP 

Documento assemblea di Bologna

Volantino PRC

PDF navigabile Legge 107 

Luca Cangemi: la Corte europea impone l'assunzione dei precari e rottama la propaganda di Renzi

luca cangemi - scuolaLa sentenza della Corte di Giustizia europea impone finalmente l’assunzione di 250.000 docenti precari, che per anni hanno consentito l’apertura delle scuole in Italia, venendo ripagati con inaccettabili vessazioni, il licenziamento, l’emigrazione forzata. La manovra di Renzi per le assunzioni, propagandata in questi mesi,si rivela per quello che è sempre stata: un atto disperato ma insufficiente per fronteggiare quanto stava maturando in sede europea. Adesso bisogna costringere il governo a dare corso subito alle assunzioni, senza forme di precariato mascherato, senza riduzioni di diritti sul piano contrattuale e previdenziale, con il pieno riconoscimento della dignità professionale.Questo significa che è necessario operare sugli organici in modo opposto a quanto fatto finora: bloccando i trasferimenti forzati dei soprannumerari, sbloccando i pensionamenti, ripristinando le ore tagliate in questi anni, diminuendo il numero di alunni per classe arrivato a livelli incompatibili con la didattica. La sentenza della corte europea per la scuola italiana è un’occasione di chiudere la stagione dei tagli e riprendere il ruolo che le è assegnato dalla Costituzione.

Luca Cangemi, PRC.

Ribasso tariffe refezione scolastica – Ingrillì (PRC): I bisogni delle persone al centro dell'azione politica. Grazie all'assessora Barbara Evola

Palermo 23 luglio –

Nonostante dal Governo nazionale arrivino sempre meno trasferimenti economici ai Comuni – dichiara Franco Ingrillì Segretario Provinciale di Rifondazione Comunista Palermo – l’atto dell’amministrazione Comunale che rivede al ribasso le tariffe per la refezione scolastica delle scuole comunali è, dopo quello della diminuzione degli abbonamenti degli autobus cittadini di qualche settimana fa, la dimostrazione che è possibile fare una politica che metta al centro prima le persone e i loro bisogni e poi i freddi numeri dei conti economici.

La diminuzione delle tariffe è stata possibile – conclude Ingrillì – anche grazie alla dedizione e alla caparbietà con cui l’assessore Barbara Evola sta assolvendo al suo mandato.

Cangemi (PRC): Giannini, demagogia e progetti pericolosi

In questi giorni migliaia di lavoratori e lavoratrici della scuola – ha dichiarato Luca Cangemi della direzione nazionale del PRC – sono di fronte al drammatico interrogativo di spostarsi nelle graduatorie del nord (e quindi cambiare la propria vita) oppure rimanere nelle graduatorie in Sicilia, con la prospettiva del precariato o della disoccupazione.
Di fronte a questo dramma sociale che colpisce diritti delle persone e impoverisce l’isola di decisive energie intellettuali, la ministra Giannini non trova di meglio che veniva a fare a Catania della demagogia elettorale, densa di malafede e incompetenza.

Insegnanti e ATA del Sud sono costretti all’emigrazione o al precariato per ragioni precise: per i tagli operati negli ultimi anni e per le norme previdenziali, approvate durante il governo del capopartito della Giannini, che hanno brutalmente negato il diritto della pensione a migliaia d’insegnanti e impedito nuovi ingressi (disegnando per il futuro la follia di una scuola gestita da settantenni.)
Finché il governo attuale non interviene su questi reali nodi (cosa che ha accuratamente evitato di fare) la dignità imporrebbe almeno il silenzio.

Invece la Giannini chiacchiera di cose che evidentemente non conosce, come il sostegno e le attività extracurriculari, per confondere le idee sui veri programmi del governo: valutazione delle scuole (cioè scuole di serie A e serie B, con diversi finanziamenti), discriminazione tra i lavoratori, reclutamento consegnato ai presidi. Sono cose disastrose per la scuola pubblica in tutto il paese ma che avrebbero il loro impatto più pesante proprio al Sud.
Chi ha a cuore la scuola pubblica – ha concluso Cangemi – può fare una sola cosa delle parole del ministro: respingerle al mittente

Cangemi (PRC): gravissima decisione della Provincia di Catania, tagliata l’assistenza agli alunni disabili gravi.

Con una nota la Provincia di Catania, in questi giorni, ha annunciato agli Istituti Superiori una pesante riduzione, dal primo Aprile, del servizio di assistenza igienico- personale erogato per gli alunni con handicap grave.
In particolare non sarà più garantito, neanche per alunni affetti da patologie gravissime, il rapporto 1/1 operatore/ utente e si passerà a un rapporto 1/3 o 1/5.
Che cosa significa concretamente questo provvedimento?
Significa che, già dalle prossime settimane, ragazzi e ragazze con straordinari problemi psicofisici saranno privati di un supporto indispensabile nelle ore di lezione e concretamente privati del diritto a frequentare la scuola. Un diritto sancito dalle leggi dello stato e più volte ribadito dalla Corte Costituzionale.
Significa rompere delicatissimi equilibri didattici,psicologici e affettivi, vanificando il lavoro di integrazione e di apprendimento compiuto per anni.
Significa colpire il diritto al lavoro e al reddito di molte lavoratrici, violando senza preavviso alcuno impegni contrattuali assunti.
Significa creare un gravissimo danno alla vita delle scuole superiori della provincia di Catania, in particolare quelle più coinvolte nell’impegno d’integrazione scolastica dei disabili.
L’iniziativa della Provincia viene tra l’altro assunta, da un giorno all’altro, nella parte finale dell’anno scolastico, sconvolgendo scelte didattiche e organizzative già consolidate.
Siamo dunque di fronte ad un gesto gravissimo ed ingiustificabile, che non può essere accettato.
Facciamo dunque appello a una forte mobilitazione a fianco delle famiglie dei ragazzi con disabilità, delle lavoratrici colpite, del mondo della scuola perché la Provincia, sia messa di fronte alle proprie responsabilità e indotta a ritirare quest’assurda decisione.

Luca Cangemi, Direzione Nazionale PRC