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Cangemi (PRC): nuovi marines a Sigonella, la Sicilia sempre più piattaforma di guerra.

Dichiarazione di Luca Cangemi, Comitato Politico Nazionale PRC

I vertici militari degli Stati Uniti spostano dalla Spagna alla base di Sigonella altri 200 marines pronti ad entrare in azione, oggi in Libia, domani in altri scenari di guerra in Africa e Medio Oriente, così come i droni e gli altri apparati di distruzione che sempre di più invadono la nostra isola da Niscemi a Birgi, alla piana di Catania.
La Sicilia sempre più diviene la piattaforma di lancio delle guerre americane.
Rifiutiamo questo ruolo, ci battiamo per affermare invece una missione di ponte di pace, cooperazione, accoglienza della Sicilia nel Mediterraneo, per questo ribadiamo il nostro assoluto impegno nella mobilitazione contro tutte le basi di morte dal Muos di Niscemi a Sigonella.

Catania, 3 luglio: "La Sicilia non è una portaerei! No al MUOS e alla base di Sigonella!" (segue cena sociale)

Mercoledì 3 luglio, ore 18,30

presso

Circolo Olga Benario via S.Barbara 28 (traversa via Vittorio Emanuele)

ore 18,30 – Proiezione del film di Enzo Rizzo “Io sono contro il MUOS”
ore 19,30 – Assemblea sulle iniziative di lotta contro la militarizzazione della Sicilia

Intervengono: Luca Cangemi (Segretario circolo PRC Olga Benario), Antonio Mazzeo (giornalista), Nello Papandrea (avvocato)

segue cena sociale

Luca Cangemi (FdS): No alla privatizzazione degli aeroporti siciliani, un grande scalo di pace a Sigonella.

 

Comunicato stampa

Dichiarazione di Luca Cangemi, del Coordinamento Nazionale della Federazione della Sinistra.

Luca Cangemi (FdS): No alla privatizzazione degli aeroporti siciliani, un grande scalo di pace a Sigonella.

Le posizioni espresse dal presidente dell’Enac, Vito Riggio, sulle prospettive degli aeroporti siciliani sono completamente sbagliate.

Non c’è bisogno di alcuna svendita a potentati economici degli scali siciliani, è necessario, al contrario, un intervento pubblico, profondamente diverso dall’attuale, che garantisca i diritti dei passeggeri e sia capace di frenare le speculazioni sul traffico aereo che sono state così pesanti negli ultimi mesi.

Grave è anche la cinica sufficienza con cui è liquidata da Riggio la sorte dei lavoratori di WindJet.

Per il resto le vicende di Fontanarossa, ma anche l’interferenza del Muos sull’aeroporto di Comiso, dimostrano che è necessario per il traffico aereo civile liberarsi dell’ipoteca costituita dalla militarizzazione dell’isola.

In particolare diventa strategica per la Sicilia un progetto per trasformare Sigonella da piattaforma di guerra in grande “hub” di pace per il mediterraneo.

Di tutto ciò Vito Riggio, però, non si occupa…

Luca Cangemi (FdS), il cielo della Sicilia venduto agli aerei militari.

Dichiarazione di Luca Cangemi, Coordinamento nazionale Federazione della Sinistra

La risposta (negativa) delle autorità militari di fronte alla richiesta di un utilizzo temporaneo di Sigonella, in considerazione dei lavori all’aeroporto di Fontanarossa, fa emergere clamorosamente quanto denunciamo da anni: il ruolo devastante della concentrazione militare di Sigonella.

L’arrivo dei droni, gli aerei senza pilota, di cui Sigonella si appresta a diventare la capitale mondiale, accentua i condizionamenti delle attività militari sul traffico nel nostro cielo.

Non è un caso che la città spagnola di Saragozza abbia rifiutato, con queste motivazioni, l’arrivo dei droni. Ciò che però non è possibile in Spagna, evidentemente è possibile in Sicilia, con conseguenze terribili sul tessuto sociale ed economico.

La stessa apertura dello scalo di Comiso è minacciata dall’installazione a Niscemi del dispositivo di telecomunicazioni della marina militare americana, noto come MUOS, che genera campi elettromagnetici, capaci di interferire pesantemente con la navigazione aerea.

La Sicilia sta diventando una “no fly zone” per gli aerei civili, un’aerea interdetta al traffico merci e passeggeri, mentre il suo cielo è venduto alle scorribande di macchine di morte volanti.

Le responsabilità del Ministero della Difesa e del governo sono gravissime. E’ ora che, in Sicilia e in tutto il paese, vi sia una grande mobilitazione per affermare le ragioni della pace e dello sviluppo sociale, contro il servilismo del governo italiano agli interessi strategici degli USA.

Militarizzazione della Sicilia, Accardo (Prc): "fermiamo il massacro del nostro territorio"

Dichiarazione di Gero Accardo, Segreteria regionale, responsabile Territorio e Ambiente

Invece di essere terra di turismo e valorizzare le bellezze artistiche e paesaggistiche della nostra Sicilia, stiamo diventando campi di prigionia per i migranti dei popoli africani che fuggono dalle guerre e dalla fame e la più grande isola da guerra del Mediterraneo.
A Sigonella sono già stati installati i primi droni del tipo Global Hawk, Predator e Reaper, utilizzati quotidianamente in Afghanistan, Iraq, Pakistan, Somalia, Yemen, Libia, per colpire obiettivi civili e militari e assassinare anziani, donne e bambini. Già ,ora ,le evoluzioni dei droni sui cieli siciliani, comportano insostenibili pericoli per le popolazioni e il traffico aereo civile. Le operazioni sugli scali di Catania-Fontanarossa e Trapani Birgi sono sottoposti a pesanti limitazioni, infatti i passeggeri subiscono ingiustificati disagi, così come l’economia siciliana e il diritto di mobilità vengono quotidianamente compromessi.
Contro il MUOS di Niscemi, le basi militari di Trapani-Birgi e Sigonella, le basi radar di Noto e di Melilli, l’arsenale Militare di Messina, la base dei sottomarini di Augusta è necessario intervenire.
Smilitarizziamo la Sicilia, riprendiamoci la nostra terra, occupiamoci del territorio come risorsa, facciamo diventare la Sicilia il centro della pace nel Mediterraneo.