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Cangemi: "Salvare le ferrovie in Sicilia"

E’ necessario una forte mobilitazione per costringere il governo della regione Sicilia, il governo nazionale e Trenitalia a cambiare radicalmente atteggiamenti e scelte che hanno condotto all’agonia delle ferrovie in Sicilia. L’immediato ripristino dei treni a lunga percorrenza è il primo indispensabile passo per dare risposte a lavoratori ed utenti. Ma è un’ intera ottica con che deve cambiare per ricostruire il ruolo del trasporto ferroviario.
Il contratto di servizio che la Sicilia è l’unica regione italiana a non aver stipulato con Trenitalia è urgente e deve inserirsi dentro una precisa scelta strategica di trasporto integrato, sulla quale il governo Lombardo registra un ritardo clamoroso.
D’altra parte i vertici delle ferrovie devono essere messi di fronte alle gravissime responsabilità che si sono assunti con una politica di tagli e disinteresse assoluto per le sorti dell’isola. Manutenzione ed adeguamento delle linee e del materiale rotabile sono capitoli scandalosi che vanno affrontati in modo rapido e serio.

Luca Cangemi, Coordinamento nazionale Federazione della Sinistra

Cangemi: "Salvare le ferrovie in Sicilia"

E’ necessario una forte mobilitazione per costringere il governo della regione Sicilia, il governo nazionale e Trenitalia a cambiare radicalmente atteggiamenti e scelte che hanno condotto all’agonia delle ferrovie in Sicilia. L’immediato ripristino dei treni a lunga percorrenza è il primo indispensabile passo per dare risposte a lavoratori ed utenti. Ma è un’ intera ottica con che deve cambiare per ricostruire il ruolo del trasporto ferroviario.
Il contratto di servizio che la Sicilia è l’unica regione italiana a non aver stipulato con Trenitalia è urgente e deve inserirsi dentro una precisa scelta strategica di trasporto integrato, sulla quale il governo Lombardo registra un ritardo clamoroso.
D’altra parte i vertici delle ferrovie devono essere messi di fronte alle gravissime responsabilità che si sono assunti con una politica di tagli e disinteresse assoluto per le sorti dell’isola. Manutenzione ed adeguamento delle linee e del materiale rotabile sono capitoli scandalosi che vanno affrontati in modo rapido e serio.

Luca Cangemi, Coordinamento nazionale Federazione della Sinistra

Viareggio, stazione (più?) sicura meno binari e senza capostazione

treni_merci2“Lavori in corso” dopo l’esplosione del 29 giugno scorso che ha ucciso 31 persone 
 
di Lorenzo Coluccini su Liberazione del 1 ottobre 09

Partiranno la prossima settimana nella stazione di Viareggio i lavori per rimuovere i binari 9 e 10, come previsto dagli accordi tra Fs, Provincia e Comune, raggiunti grazie alla mediazione di Claudio Martini, il presidente della Regione Toscana nominato da Berlusconi “commissario delegato per il superamento dello stato di emergenza”. L’emergenza che ha richiesto la nomina di un altro commissario straordinario, in questo caso è la messa in sicurezza della stazione ferroviaria a seguito dell’esplosione del 29 giugno scorso che ha ucciso 31 persone.
In realtà «togliere due binari dalla stazione è una scelta non solo sbagliata, ma dalle possibili conseguenze pericolose per la sicurezza della città» sostiene Riccardo Antonini, portavoce dell’Assemblea 29 giugno, costituitasi subito dopo la strage provocata dall’incidente ferroviario. A fargli eco il capo stazione Rossana Pezzini: «Il rischio, con due binari in meno è il declassamento della stazione». Continua la lettura di Viareggio, stazione (più?) sicura meno binari e senza capostazione

Il «vizietto» degli assi: se ne rompono tanti, ben pochi ne parlano

treni_merci2Ci sono notizie inquietanti per l’eccesso di rumore, altre per il silenzio totale che le circonda. Un innocuo scambio di insulti tra parlamentari (hanno giustamente l’impunità, per queste sciocchezze) occupa pagine e pagine di giornali. Un treno che deraglia no. a meno che non trascini con sè un consistente numero di vittime. L’incidente che è stato reso noto ieri non è nemmeno l’ultimo, nella disgraziata annata del gruppo Fs. Prima ancora del volo di due vagoni in un cortile – pochi giorni fa, nella stazione di Milano centrale – ce n’è stato un altro, molto meno spettacolare. Ma anche assolutamente identico, nelle cause strutturali, a quello di Viareggio, il 29 giugno. Continua la lettura di Il «vizietto» degli assi: se ne rompono tanti, ben pochi ne parlano

Oggi sciopero contro il conduttore unico e perché non accada un'altra Viareggio

treni_merci2Fs, i macchinisti in rivolta:
«Vogliamo viaggiare sicuri»

Castalda Musacchio su Liberazione del 13/07/2009

«Quello per cui ci battiamo è la sicurezza, per i ferrovieri e per chi viaggia. Vogliamo che accada un’altra strage forse?». Riccardo è un macchinista di Viareggio. Incalza il cronista che lo ha appena fermato. «Stiamo chiedendo nel contratto di rinunciare ai nostri “benefits” basta che venga garantita la sicurezza. Sa che intendono fare? Sopprimere il secondo macchinista. Il che vuol dire che aumenteranno gli incidenti come sta accadendo con sempre più frequenza in Inghilterra, in Francia, senza parlare dell’Italia». Quelle immagini dell'”ultima Pompei”, come in molti ormai hanno soprannominato la tragedia di Viareggio, sono sotto gli occhi di tutti. Ieri, l’ultima vittima di quel disastro. Alessandro Farnocchia, 45 anni, ricoverato nel centro grandi ustionati nell’ospedale di Villa Scassi di Sampierdarena, a Genova, non ce l’ha fatta.

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