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PRC-Vittoria all'amministrazione comunale: "Cosa aspettate a dimettervi ed ad andarvene?"

Se lo chiedono, ormai, tutti in Città: la domanda è rivolta al sindaco Nicosia, alla sua giunta e ai pochi consiglieri che ancora lo sostengono.

Invece di prendere atto del proprio fallimento politico – amministrativo, di fronte alle numerosissime sconfitte prese, ormai, su tutti i fronti dalla peggiore amministrazione comunale degli ultimi 30 anni ed, in ultimo, per la fragorosa bocciatura della variante al PRG, cosa fanno?

Tentano una patetica ed inutile difesa, scaricano le responsabilità e le proprie colpe agli altri, alle opposizioni che non governano.

Ridicoli, più si lamentano e più affondano.

Il problema reale è che, a causa loro, affonda pure la Città, avviata ad un’inesorabile declino politico – culturale – economico e sociale.

La bocciatura dello schema di massima del PRG è solo l’ultimo atto di questa sindacatura; le hanno tentate tutte ma la politica della maggioranza “variabile” ha portato alla diffusione del fenomeno delle “transumanze”, ai cambi di casacca e all’ingovernabilità.

L’improvvisazione, la mancanza di progettualità e la completa incapacità amministrativa hanno fatto il resto.

Hanno voluto impostare il PRG sulla perequazione e sull’espansione: proprio quello che la Città né vuole né, tanto meno, ha bisogno.

La nostra città e le imprese locali chiedono, ad esempio,
– strumenti per il recuperare i beni immobili già esistenti (ed inutilizzati)
– la valorizzazione del centro storico
– risanare la periferia

e anche altro, per cui già questa segreteria si è adoperata a richiedere interventi a questo amministrazione senza mai ricevere risposte concrete (vedi, ad esempio la questione sul recupero dei locali dell’ex mattatoio) – d’altronde capiamo gli impegni dei nostri amministratori sull’impegno adoperato per organizzare beach soccer, compleanni, feste e oscar vari per cui non ci si poteva aspettare altro che quello che abbiamo ottenuto, ovvero NULLA.

A Vittoria non serve macinare, ancora, territorio dove potrebbe trarre vantaggio, solo ed esclusivamente, il partito del cemento e della cubatura.

Invece dei piani particolareggiati per il recupero dell’esistente si sceglie Scoglitti come area per cui applicare la perequazione, finendo per cementificare ciò che ancora non è stato devastato e interessando quella zona dove sono state dismesse le serre.

Parlano tanto di turismo, di alberghi a 5 stelle, di grandi impianti turistici e non sanno neanche fermare lo smottamento della costa.

Questo PD vittoriese – crocettiano e megafonizzato, poi bersaniano e ora renziano è completamente isolato.
Fatela breve, DIMETTETEVI E LIBERATE VITTORIA!!!

Il direttivo del Partito della Rifondazione Comunista di Vittoria

PRC-Vittoria all'amministrazione comunale: "Cosa aspettate a dimettervi ed ad andarvene?"

Se lo chiedono, ormai, tutti in Città: la domanda è rivolta al sindaco Nicosia, alla sua giunta e ai pochi consiglieri che ancora lo sostengono.

Invece di prendere atto del proprio fallimento politico – amministrativo, di fronte alle numerosissime sconfitte prese, ormai, su tutti i fronti dalla peggiore amministrazione comunale degli ultimi 30 anni ed, in ultimo, per la fragorosa bocciatura della variante al PRG, cosa fanno?

Tentano una patetica ed inutile difesa, scaricano le responsabilità e le proprie colpe agli altri, alle opposizioni che non governano.

Ridicoli, più si lamentano e più affondano.

Il problema reale è che, a causa loro, affonda pure la Città, avviata ad un’inesorabile declino politico – culturale – economico e sociale.

La bocciatura dello schema di massima del PRG è solo l’ultimo atto di questa sindacatura; le hanno tentate tutte ma la politica della maggioranza “variabile” ha portato alla diffusione del fenomeno delle “transumanze”, ai cambi di casacca e all’ingovernabilità.

L’improvvisazione, la mancanza di progettualità e la completa incapacità amministrativa hanno fatto il resto.

Hanno voluto impostare il PRG sulla perequazione e sull’espansione: proprio quello che la Città né vuole né, tanto meno, ha bisogno.

La nostra città e le imprese locali chiedono, ad esempio,
– strumenti per il recuperare i beni immobili già esistenti (ed inutilizzati)
– la valorizzazione del centro storico
– risanare la periferia

e anche altro, per cui già questa segreteria si è adoperata a richiedere interventi a questo amministrazione senza mai ricevere risposte concrete (vedi, ad esempio la questione sul recupero dei locali dell’ex mattatoio) – d’altronde capiamo gli impegni dei nostri amministratori sull’impegno adoperato per organizzare beach soccer, compleanni, feste e oscar vari per cui non ci si poteva aspettare altro che quello che abbiamo ottenuto, ovvero NULLA.

A Vittoria non serve macinare, ancora, territorio dove potrebbe trarre vantaggio, solo ed esclusivamente, il partito del cemento e della cubatura.

Invece dei piani particolareggiati per il recupero dell’esistente si sceglie Scoglitti come area per cui applicare la perequazione, finendo per cementificare ciò che ancora non è stato devastato e interessando quella zona dove sono state dismesse le serre.

Parlano tanto di turismo, di alberghi a 5 stelle, di grandi impianti turistici e non sanno neanche fermare lo smottamento della costa.

Questo PD vittoriese – crocettiano e megafonizzato, poi bersaniano e ora renziano è completamente isolato.
Fatela breve, DIMETTETEVI E LIBERATE VITTORIA!!!

Il direttivo del Partito della Rifondazione Comunista di Vittoria

Vittoria: prove tecniche di inciucio

Le amministrative non sono vicine, ma neanche tanto lontane: e così, tra PD e SEL iniziano le manovre di avvicinamento. Naturalmente si parte da lontano, dai massimi sistemi e dai grandi temi; adesso è la volta dei diritti civili e della democrazia.

Nella passerella mediatica facevano bella mostra i massimi dirigenti e gli autorevoli amministratori di questa città.
Temi importanti si, ma ci chiediamo:

– Come mai non è stato ancora approvato il regolamento delle unioni civili, pur avendo la maggioranza in consiglio comunale?

– Perchè non viene approvato il testamento biologico, da noi più volte richiesto?

– Perchè non si fa nulla contro la diffusione delle dipendenza da gioco (di tutti i tipi)? Cosa aspetta il Comune di Vittoria ad aderire al movimento “No Slot”? Potrebbero, per caso, ricevere ottime indicazioni?

In realtà, l’obbiettivo vero è quello già indicato da autorevoli esponenti di SEL , che hanno fatto intendere e capire di volere riprendere il dialogo col PD e con Nicosia che fra 2 anni chiude definitivamente i dieci anni del forse peggiore declino amministrativo, politico, culturale e sociale di questa città.

Attendono con ansia la fine di questa “esperienza” per tirare un sospiro di sollievo.
Per il PD è una stampella di salvataggio, per SEL l’ennesima ambiguità: la solita politica dei tornelli, si entra e si esce a piacimento.
Ambiguità tipica dei partiti “personali”, con Vendola che sta con Tsipras – L’Altra Europa ma anche con Schultz e, contemporaneamente a Vittoria, fanno incontri e le “avances” al PD.
A noi di SEL non ce ne importa nulla, sia ben chiaro. Noi siamo con Tsipras senza se e senza ma, siamo per la costruzione di una vera sinistra alternativa al PD.

Questi atti di SEL Vittoria danneggiano la credibilità della lista Tsipras, come danneggiano la sinistra gli atteggiamenti di Vendola -a cui nel frattempo viene chiesto il rinvio a giudizio dalla Procura di Bari per concussione. Lo stesso delle risate con Archinà, portavoce dell’Ilva di Taranto, moralmente ripugnanti.
Noi andremo avanti per la nostra strada, come sempre.

La segreteria di Vittoria del Partito della Rifondazione Comunista

Vittoria, 6 febbraio: Quello che resta – storia di Stefania Noce

Giovedì 6 febbraio – ore 18,30

presso

Circolo PRC “P. Impastato”, via Principe Umberto, 115 – Vittoria

Quello che resta – storia di Stefania Noce

Presentazione del libro sulla storia di Stefania Noce, giovane studentessa e attivista catanese, uccisa, insieme al nonno che provò a difenderla, dal fidanzato (?) a Licodia il 27 dicembre 2011.

Sarà presente l’autrice Serena Maiorana

Interverrà anche la giornalista Pina La Villa, redattrice della testata girodivite.it

Guastella (PRC): Vittoria si liberi di questa classe dirigente

Se l’eterno secondo della Città di Vittoria sente l’esigenza di scrivere una lettera aperta al suo segretario di partito ricca di buoni propositi, di senso di responsabilità, di moralismo manieristico, gatta ci cova.
Il vecchio ed eterno secondo non sa stare lontano dalla gestione del potere.
Lui è cresciuto come uomo di (pseudo)lotta e di (mal)governo. Sempre dietro all’uomo forte di turno. Chi non lo ricorda come uomo fidato di Aiello?
Faceva il finto oppositore del leader massimo, per poi contrattare con lo stesso, nelle segrete e buie stanze delle sezioni di Partito, incarichi e posti di governo per lui e per i suoi seguaci.
Questo atteggiamento lo ha dipinto come politicamente poco affidabile, avvezzo ai facili tradimenti e alle giravolte improvvise.
Infatti, le sconfitte non sono mai mancate, raccogliendo ciò che seminava.
Ora alla vigilia di importanti scadenze elettorali che hanno sollecitato la sua infinita ambizione, da vecchia volpe argentata, ha capito che l’amministrazione è ai minimi termini; neanche l’ingresso dell’Arch. Angelo Dezio è riuscita a risollevare dal torpore Nicosia e Co.
Lui, invece, è convinto di essere depositario di capacità, esperienze e accortezza ed annuncia la disponibilità sua e di SEL ad un “nuovo” patto di governo, nonostante abbiano ampiamente dimostrato la loro incapacità amministrativa nella prima fase dell’esperienza amministrativa.
Gli argomenti sono sempre gli stessi e annunciati con la solita cadenza soporifera.
Forse Nicosia tra una partita di calcetto, un triangolare di tennis e una cena, gli concederà qualcosa sia per mantenere viva e sobria la sua maggioranza sia per restituire un po’ di sorriso a Vincenzo il musone.
Il risultato lo conosciamo già: ennesima sconfitta. Il problema è che a pagarne le conseguenze sarà sempre e solo la città.
La città ha bisogno di liberarsi di questa classe dirigente, legata alle sole dinamiche del manuale Cencelli. Una nuova stagione per Vittoria passa, innanzitutto, da volti nuovi con idee nuove e coerenti. Beni comuni, PRG, rapporto politica mondo delle imprese e dei lavoratori, progettualità seria e concreta.

Davide Guastella, per la segreteria di Rifondazione Comunista Vittoria

Guastella (PRC): Vittoria dica basta alle slot machines

Il 19 maggio 2013 come PRC e GC abbiamo invitato il Comune di Vittoria ad aderire alla campagna nazionale lanciata dalla trasmissione televisiva le Iene “basta con le slot machines”, al fine di entare nel movimento nazionale che pretende una regolamentazione di una piaga socale che sta portando alla rovina interi nuclei familiari a fronte di un effimero guadagno dello Stato.
Infatti, il gioco d’azzardo rende alle casse dello Stato circa 8 miliardi di euro l’anno, ma ne fa spendere circa 6 per la cura e l’assistenza di chi ha una dipendenza, che oggi in Italia si stimano essere 3 milioni.
Siamo stati felici dell’adesione del Comune di Vittoria alla rete nazionale, che pian piano vede adesioni di decine di enti. Ora, però, occorre un cambio di marcia.
In primis è necessario escludere per principio dall’idea di costruzione di una città le sale da gioco, imponendo dei vincoli nei PRG e provare a trasformare le sale esistenti in laboratori sociali e luoghi dove fare cultura, musica, arte.
Occorre, però, adottare anche una delibera che riconosca a tutti gli esercenti commerciali, che rinunciano all’installazione o dismettono gli apparecchi da gioco uno sgravio della tassazione comunale.
In alcuni Comuni sono state già approvate delibere in tal senso.
Volendo essere propositivi, come sempre, invitiamo l’Amministrazione a valutare sgravi sulle concessioni del suolo pubblico o della tassa sulla pubblicità o ancora sulla tassa dei rifiuti agli esercizi commerciali che decidono di rinunciare all’effimero guadagno delle slot machines.
Non si può attendere oltre!

Davide Guastella per la segreteria di Rifondazione Comunista Vittoria e il coordinamento dei Giovani Comunisti

Prc Vittoria – Il lungomare della vergona

Quando l’Alain Delon del vittoriese, Nicosia nominò assessore alle manutenzioni l’arch. Dezio, alcuni estimatori del Renzo Piano delle Cannavati (pochi per la verità) esclamarono: “finalmente ci sarà qualcuno che proverà ad aggiustare la città”.
Considerato che per l’Assessore l’agricoltura è “ormai poco redditizia e bisogna puntare tutto sul turismo”, pensavamo che si sarebbe buttato a capofitto nel ripristinare il lugomare di Scoglitti. Un lungomare che da anni sta miseramente franando sotto i colpi delle mareggiate. In questi anni il dissesto è avanzato come gli incarichi ricevuti dall’inossidabile architetto tanto da Aiello quanto da Nicosia. Adesso con l’approssimarsi delle burrasche autunno-invernali la stabilità di un pezzo sostanzioso del lungo muro di cemento armato verrà definitivamente compromessa. Il rischio dalla strada inizia a spostarsi anche sugli edifici.Abbiamo fatto alcune fotografie nella zona della Scogliera, zona dove il dissesto è più allarmante e raffrontandole con quelle che avevamo fatto a luglio e immediatamente si nota come le preoccupazione di un’intera città siano reali. La stessa Amministrazione ha dovuto chiudere al traffico la strada e le auto sono costrette a deviare sul marciapide fornito all’occorrenza di scivola in cemento. Dezio sulla vicenda evita di parlare però la sua faccia paffuta campeggia nei giornali e nelle tv locali. L’Emaia è un ottimo anestetizzante, ma da lunedì l’effetto soporifero della campionaria finirà e il dissesto sarà li ad attendere chi non sa come affrontarlo. L’e-sperto Dezio, che da quasi vent’anni si muove dentro Palazzo Iacono ricoprendo tutte le cariche tranne quella di sindaco su questa vicenda ha gettato la maschera, dimostrando di non essere riuscito a fare nulla. Dove sono i finanziamenti della regione tanto annunciati? Dove sono gli interventi che dovevano momentaneamente bloccare il cedimento? Quel profluvio di promesse, di impegni, di annunci e di parole sta franando miseramente come il lungomare. Lo smottamento travolgerà anche le ambizioni nemmeno tanto nascoste dell’architetto? Al mare l’ardua sentenza.

Partito della Rifondazione Comunista – Vittoria

PRC-Vittoria: L'ipocrisia della politica e lo sciopero della fame.

La vicenda umane e professionale dell’imprenditore ed esponente politico Angelo Giacchi, così come abbiamo letto dagli organi di informazione, merita una attenta riflessione ed una considerazione sulla tenuta del nostro tessuto economico e sulle sue conseguenze sul piano economico, sociale e politico.
Negli ultimi anni una profonda crisi finanziaria ha colpito gravemente le famiglie e le micro e piccole imprese con un aumento impressionante di sofferenze bancarie e chiusure di attività economiche. Ed anche a Vittoria non sono mancati, purtroppo, casi drammatici.
Il nostro tessuto economico, basato sulla centralità delle micro e piccole imprese, che aveva assicurato reddito familiare, occupazione diffusa e sviluppo economico è stato messo in ginocchio e travolto da scelte liberistiche che tutt’ora vedono nella privatizzazione, delocalizzazione e nell’abbattimento delle retribuzioni e dei diritti previdenziali e assistenziali la modernità.
Logiche e scelte avallate e sostanzialmente difese da un vasto schieramento politico che va dalla destra passando per i partiti governativi della palude centrista e arrivando al PD americanizzato in
tutte le sue varianti democrat.
Emblematica la vicenda delle misure economiche previste per l’agricoltura dai fondi europei e la loro gestione della Regione Sicilia con i P.S.R. che hanno sempre escluso le micro e piccole aziende finendo per favorire la formazione di piattaforme commerciali e la diffusione dell’omologazione dei prodotti agricoli che non solo non hanno creato ricchezze, se non per i soliti noti dell’agro-business ma hanno provocato un abbassamento della qualità della vita e dei livelli dei diritti e dei salari.
Queste politiche economiche all’insegna dell’ossessivo slogan “meno Stato e più mercato” hanno provocato nel nostro territorio una involuzione economica le cui responsabilità sono evidenti. E mentre sempre più imprenditori “berluscones” erano ammaliati e scendevano direttamente e trasversalmente in politica con la richiesta di sempre maggiori finanziamenti pubblici si assisteva all’aumento dei precari e dei disoccupati e la loro progressiva sostituzione con lavoratori e lavoratrici stranieri, soprattutto dell’Est non sindacalizzati, per usare un eufemismo, creando così competizione al ribasso con i braccianti e i lavoratori locali e tensione fra disperati.
Davvero un bel risultato. Come se il costo del lavoro fosse la causa della crisi, che da un po’ di tempo sta colpendo anche quei soggetti che chiedevano a gran voce queste misure. Questa classe dirigente politica ed imprenditoriale che ha avallato queste scelte non può versare adesso lacrime di coccodrillo perché questa ipocrisia nasconde solo una oggettiva incapacità a dare soluzioni ad una crisi senza precedenti.
In questo sistema liberista e di mercato selvaggio non c’è posto per la solidarietà, chi non ce la fa ne viene espulso. Quel poco che si è ottenuto lo si deve ad alcune organizzazioni di categoria e di contribuenti che hanno saputo individuare fenomeni di anatocismi garantendo assistenza ai malcapitati e all’azione politica di una vera sinistra di alternativa che mette al centro i valori dell’uomo, del lavoro e della giustizia sociale.
Ben vengano tutti i sistemi di monitoraggio pubblico delle aste giudiziarie, come lei chiede sig. Giacchi, ma è nell’intreccio distorto tra certa politica e certa imprenditoria ampiamente beneficiata da interventi pubblici ed europei che va individuata la causa che ha prodotto e produce sempre più disperazione e deserto economico.

la Segreteria del PRC di Vittoria

Vittoria: "Segreteria o Emaia? La trasparenza di Denaro"

In continuità con la tradizione della vecchia e mai defunta nei modi Democrazia Cristiana, il Partito Democratico, parente stretto della stessa, profonde energia nei suoi congressi. Correnti e capi-bastone si scontrano e si affrontano, dimenticandosi di governare. A Roma il giorno previsto per la pagliacciata congressuale è quello dell’immacolata. Renzi verrà investito del ruolo di premier post-Letta, Civati continuerà a dirsi di sinistra, Cuperlo sorriderà. Congressi decisi da tessere false e favori clientelari. E così continueranno a giocare alla finta democrazia, con intorno le macerie del paese.

Allo stesso modo, nei territori, sono in programma i congressi locali. Anche qui trionfano le divisioni correntizie, coese dai mille interessi clientelari che legano personaggi sinistri, ma mai di sinistra. Così accadrà anche a Ragusa, dove verrà rinnovato l’incarico della segreteria provinciale. I pidini vittoriesi sono scesi in campo: puntando sul campanilismo ipparino, cercando di sfruttare le divisioni ragusane, vorrebbero portare alla vittoria il fidato amico Giovanni Denaro. Riuscirà il loro eroe a spuntarla e a diventare segretario provinciale del Pd? Questo lo scopriremo solo nella prossima puntata della triste tele-novela democratica.

Nel frattempo, noi ci chiediamo solo se è lecito, nel caso in cui ciò avvenisse, che il sign. Denaro continui a gestire l’ente economico fieristico Emaia, da lui presieduto.

Noi però vogliamo sollevare un dubbio: è trasparente che chi gestisce i conti e i contributi dell’ente fiera di questo comune sia anche segretario di un partito? È lecito che chi ha a che fare con scelte finanziarie debba anche tutelare gli interessi della propria organizzazione politica? Potrà, se lo ha mai fatto, prendere decisioni nell’interesse collettivo, anziché in quello correntizio o partitico? Amicizie politiche e benefici della comunità sembrano essere poco compatibili. Delle due, l’una.

Per la loro trasparenza solo sulla carta, spesso vantata, gli stessi Pidini non potranno ritenerlo un problema. In fondo, la carta di Pisa, non ne contempla il caso. E quindi, il prode giurista cavilloso, l’assessore trasparente Gurrieri, si attaccherà alla forma, qualora non voglia cogliere la possibilità di difendere la propria renziana appartenenza, e tacerà. E questa adesione formale ai principi della trasparenza a che serve? A poco, in questo comune. Quella stessa idea viene continuamente messa di lato e la carta di Pisa usata come una qualsiasi doppio velo e profumata.

Probabilmente, li anticipiamo, questa domanda riceverà le solite risposte dai vertici democratici della città. Verremo bollati di finto moralismo inconcludente. Lo sappiamo, è il gioco sempre uguale che serve a scambiare le accuse, per sviare l’attenzione sul problema. Del resto, perché dovrebbero cambiare le risposte, che potrebbero giungere ad esempio dall’attuale (per ancora qualche giorno) segretario cittadino, ormai solo presidente del consiglio comunale, e che in passato ha gestito lo stesso ente fiera Emaia, nello stesso momento? Per loro non è mai un problema. Le amicizie in politica valgono più della moralità, lo sappiamo bene.

Segreteria Giovani Comunisti Vittoria, circolo P. Impastato.

Vittoria: "Segreteria o Emaia? La trasparenza di Denaro"

In continuità con la tradizione della vecchia e mai defunta nei modi Democrazia Cristiana, il Partito Democratico, parente stretto della stessa, profonde energia nei suoi congressi. Correnti e capi-bastone si scontrano e si affrontano, dimenticandosi di governare. A Roma il giorno previsto per la pagliacciata congressuale è quello dell’immacolata. Renzi verrà investito del ruolo di premier post-Letta, Civati continuerà a dirsi di sinistra, Cuperlo sorriderà. Congressi decisi da tessere false e favori clientelari. E così continueranno a giocare alla finta democrazia, con intorno le macerie del paese.

Allo stesso modo, nei territori, sono in programma i congressi locali. Anche qui trionfano le divisioni correntizie, coese dai mille interessi clientelari che legano personaggi sinistri, ma mai di sinistra. Così accadrà anche a Ragusa, dove verrà rinnovato l’incarico della segreteria provinciale. I pidini vittoriesi sono scesi in campo: puntando sul campanilismo ipparino, cercando di sfruttare le divisioni ragusane, vorrebbero portare alla vittoria il fidato amico Giovanni Denaro. Riuscirà il loro eroe a spuntarla e a diventare segretario provinciale del Pd? Questo lo scopriremo solo nella prossima puntata della triste tele-novela democratica.

Nel frattempo, noi ci chiediamo solo se è lecito, nel caso in cui ciò avvenisse, che il sign. Denaro continui a gestire l’ente economico fieristico Emaia, da lui presieduto.

Noi però vogliamo sollevare un dubbio: è trasparente che chi gestisce i conti e i contributi dell’ente fiera di questo comune sia anche segretario di un partito? È lecito che chi ha a che fare con scelte finanziarie debba anche tutelare gli interessi della propria organizzazione politica? Potrà, se lo ha mai fatto, prendere decisioni nell’interesse collettivo, anziché in quello correntizio o partitico? Amicizie politiche e benefici della comunità sembrano essere poco compatibili. Delle due, l’una.

Per la loro trasparenza solo sulla carta, spesso vantata, gli stessi Pidini non potranno ritenerlo un problema. In fondo, la carta di Pisa, non ne contempla il caso. E quindi, il prode giurista cavilloso, l’assessore trasparente Gurrieri, si attaccherà alla forma, qualora non voglia cogliere la possibilità di difendere la propria renziana appartenenza, e tacerà. E questa adesione formale ai principi della trasparenza a che serve? A poco, in questo comune. Quella stessa idea viene continuamente messa di lato e la carta di Pisa usata come una qualsiasi doppio velo e profumata.

Probabilmente, li anticipiamo, questa domanda riceverà le solite risposte dai vertici democratici della città. Verremo bollati di finto moralismo inconcludente. Lo sappiamo, è il gioco sempre uguale che serve a scambiare le accuse, per sviare l’attenzione sul problema. Del resto, perché dovrebbero cambiare le risposte, che potrebbero giungere ad esempio dall’attuale (per ancora qualche giorno) segretario cittadino, ormai solo presidente del consiglio comunale, e che in passato ha gestito lo stesso ente fiera Emaia, nello stesso momento? Per loro non è mai un problema. Le amicizie in politica valgono più della moralità, lo sappiamo bene.

Segreteria Giovani Comunisti Vittoria, circolo P. Impastato.